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Tributo 630, Futuro Nazionale Ostuni chiede lo stop alla riscossione: presentata un’istanza al Comune e alla Regione Puglia


Al centro della contestazione il contributo di bonifica del Consorzio dell’Arneo. Giuseppe Corona, referente cittadino del movimento, sollecita una moratoria, verifiche sui servizi effettivamente erogati e un’ispezione sul Piano di Classifica.

OSTUNI (BR) - Si accende il confronto a Ostuni sulla riscossione del cosiddetto Tributo 630, il contributo di bonifica richiesto dal Consorzio di Bonifica dell’Arneo, oggi confluito nel Consorzio Unico Centro Sud Puglia. Sulla questione interviene il coordinamento cittadino di Futuro Nazionale, che ha presentato un’istanza in autotutela e una formale diffida indirizzata al Commissario Prefettizio del Comune di Ostuni e ai vertici della Regione Puglia.

L'iniziativa, promossa dal referente locale Giuseppe Corona, nasce dal disagio manifestato da numerosi cittadini, proprietari di immobili e imprese del territorio, destinatari di avvisi di pagamento e cartelle esattoriali relative al contributo di bonifica.

Secondo Futuro Nazionale, la richiesta del tributo sarebbe effettuata in maniera generalizzata nei confronti dei proprietari degli immobili ricompresi nel perimetro di contribuenza, senza una verifica puntuale degli interventi realizzati e degli eventuali benefici concretamente ottenuti dai singoli fondi.

La contestazione: servizi di bonifica e manutenzione assenti

Uno dei principali punti sollevati nell'istanza riguarda la presunta carenza di interventi di manutenzione idraulica, pulizia dei fossi e difesa del suolo nel territorio ostunese.
Secondo quanto denunciato dal coordinamento cittadino, in diverse aree interessate dalle richieste di pagamento si registrerebbe una situazione di cronica assenza di servizi da parte del Consorzio. Una condizione che, sempre secondo Futuro Nazionale, esporrebbe periodicamente il territorio a rischi di dissesto idrogeologico e costringerebbe il Comune e i privati cittadini a sostenere spese per interventi di pulizia e messa in sicurezza.
Da qui la richiesta di verificare la corrispondenza tra il contributo richiesto e i benefici effettivamente prodotti dalle opere di bonifica.

Il riferimento alla giurisprudenza della Cassazione

Nell'istanza viene richiamato il principio secondo cui il contributo di bonifica deve essere giustificato da un beneficio diretto e specifico arrecato agli immobili interessati dalle opere consortili.
A sostegno della propria posizione, Futuro Nazionale cita l'articolo 860 del Codice Civile, il Regio Decreto n. 215 del 1933 e la giurisprudenza della Corte di Cassazione, con particolare riferimento alla sentenza delle Sezioni Unite n. 18458 del 2016.
Secondo l'interpretazione giuridica riportata nel documento, qualora il contribuente contesti l'assenza di opere e di benefici, spetterebbe al Consorzio dimostrare il vantaggio concreto, idraulico o di difesa del suolo, arrecato allo specifico immobile.
Il movimento richiama inoltre i principi di proporzionalità, trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione, previsti dall'articolo 97 della Costituzione.

La richiesta al Commissario Prefettizio e alla Regione Puglia

Futuro Nazionale chiede al Commissario Prefettizio del Comune di Ostuni di promuovere un tavolo istituzionale urgente con i vertici del Consorzio di Bonifica e la Regione Puglia.
L'obiettivo è ottenere la sospensione della riscossione del Tributo 630 sul territorio comunale, almeno fino a quando non sarà effettuata una verifica approfondita sullo stato delle opere e sull'effettivo beneficio arrecato ai terreni e agli immobili interessati.
Alla Regione Puglia viene invece chiesto di esercitare i propri poteri di vigilanza e controllo sul Consorzio Unico Centro Sud Puglia, valutando una moratoria e la sospensione dei ruoli di contribuenza nelle aree in cui venga accertata l'assenza di interventi manutentivi.
Tra le richieste figura anche l'avvio di una verifica tecnica e ispettiva sul Piano di Classifica del Consorzio, con l'obiettivo di adeguarlo alle reali condizioni del territorio ed escludere, secondo quanto sostenuto dal movimento, le aree prive di benefici diretti.

La questione del Tributo 630 torna, dunque, al centro dell'attenzione nel territorio ostunese, con la richiesta di un confronto istituzionale che possa fare chiarezza sull'effettiva erogazione dei servizi di bonifica, sui criteri di contribuzione e sulla legittimità delle somme richieste ai proprietari.

Adesso l'attenzione si sposta sulle eventuali risposte del Comune di Ostuni e della Regione Puglia, chiamati a valutare le richieste avanzate dal coordinamento cittadino.

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