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Caritas diocesana, a Ostuni una giornata dedicata all’accoglienza: 'La soglia siamo noi'


Sabato 24 ottobre al Centro di Spiritualità “Madonna della Nova” l’incontro delle Caritas parrocchiali per promuovere una cultura della cura, dell’ascolto e dell’accompagnamento. Attesi l’arcivescovo Giovanni Intini e gli operatori pastorali della diocesi.

OSTUNI (BR) – Mettere al centro le persone, costruire relazioni autentiche e trasformare l’accoglienza in un’esperienza concreta di condivisione e solidarietà. È questo l’obiettivo della Giornata Diocesana delle Caritas Parrocchiali, in programma sabato 24 ottobre 2026 presso il Centro di Spiritualità “Madonna della Nova” di Ostuni.

Il tema scelto per l’iniziativa, “La soglia siamo noi”, rappresenta molto più di uno slogan: è un invito rivolto all’intera comunità ecclesiale a interrogarsi sul significato dell’accoglienza e sulla responsabilità di farsi prossimi a chi vive situazioni di fragilità e difficoltà.

L’appuntamento annuale, promosso dalla Caritas Diocesana, si inserisce nel percorso indicato dall’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, monsignor Giovanni Intini, durante l’Assemblea degli Operatori Pastorali dello scorso settembre. La giornata raccoglie inoltre gli orientamenti del cammino nazionale promosso da Caritas Italiana sull’identità e sulla funzione dei Centri di Ascolto.

L’obiettivo è superare una concezione dell’aiuto limitata alla risposta ai bisogni materiali, per promuovere un modello fondato sulla relazione, sulla reciprocità e sull’accompagnamento delle persone verso percorsi di autonomia e inclusione.

Dalla spiritualità alla formazione: il programma della giornata

I lavori prenderanno il via alle ore 9.15 con l’accoglienza dei partecipanti e un momento di preghiera comunitaria. Sarà quindi monsignor Giovanni Intini a guidare la riflessione iniziale attraverso una Lectio dedicata alle dimensioni spirituali e pastorali dell’accoglienza.
A seguire, spazio alla formazione con l’intervento del dottor Luigi Russo, psicologo, psicoterapeuta e dottore di ricerca in pedagogia e scienze dell’educazione.
La sua relazione approfondirà alcuni aspetti fondamentali per il lavoro quotidiano degli operatori Caritas, a partire dalla gestione dell’empatia nel rapporto con le persone in condizioni di vulnerabilità. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla costruzione di relazioni efficaci all’interno della comunità ecclesiale e allo sviluppo di collaborazioni con enti pubblici e realtà private presenti sul territorio.
Una riflessione che punta a rafforzare il ruolo delle Caritas parrocchiali non soltanto come luoghi di ascolto e sostegno, ma anche come presidi capaci di leggere i bisogni sociali e promuovere risposte condivise.

Nel pomeriggio i laboratori per costruire nuove forme di solidarietà

Dopo il pranzo fraterno condiviso presso la struttura, il programma riprenderà alle ore 15 con i laboratori tematici. Sarà il momento dedicato al confronto operativo e alla traduzione delle riflessioni della mattinata in proposte concrete per la vita delle parrocchie.
Tre, in particolare, saranno gli ambiti al centro dei tavoli di lavoro: il passaggio dall’assistenzialismo a un modello integrato di accompagnamento; l’animazione delle comunità e l’accoglienza del cammino sinodale; la costruzione di reti sociali territoriali capaci di favorire processi reali di cambiamento.
Temi che chiamano in causa non soltanto gli operatori pastorali, ma l'intera comunità, invitata a riscoprire il valore della partecipazione e della corresponsabilità nella risposta alle povertà.
Le conclusioni saranno affidate a don Cosimo Zecca, direttore della Caritas Diocesana. La chiusura dei lavori è prevista per le ore 17.

Un invito rivolto a tutta la comunità diocesana

La giornata è destinata prioritariamente ai responsabili e agli animatori delle Caritas parrocchiali, ai parroci e ai diaconi. L’invito, tuttavia, si estende anche ai responsabili dei gruppi famiglia, ai giovani della diocesi e a quanti desiderano vivere un’esperienza di fraternità, formazione e condivisione.
L’iniziativa di Ostuni vuole così rilanciare una domanda fondamentale per il futuro delle comunità cristiane: come rendere l’accoglienza un’esperienza capace di andare oltre il primo aiuto e di generare legami duraturi?
La risposta parte dalla disponibilità di ciascuno a mettersi in ascolto, riconoscendo nell’altro non soltanto un bisogno da soddisfare, ma una persona con una storia, una dignità e delle potenzialità da accompagnare.
Perché, come ricorda il tema della giornata, la soglia che separa chi accoglie da chi viene accolto non è soltanto una porta da attraversare: è una responsabilità che interpella ogni persona e ogni comunità.

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